Cominciare
03. Cominciare
“Cominciare” è quella cosa che ti fa dire
no ti prego mamma lasciami stare a letto ancora 5 minuti.
È la forza per mettere in moto la ruota prima che rotoli di inerzia.
È riuscire a trovare in quale tasca avevi messo l’accendino per accendere la miccia.
E poi l’attesa, le domande, la paura, le domande, l’entusiasmo, le domande.
Così un giorno l’attore Bumbum capita alla porta del musicista Fritz con due testi in mano.
Entro l’ora di pranzo incidevano i loro primi due pezzi.
Un “cominciare” anomalo, senza fatica, senza rendersi conto di esser scesi dal letto, di aver messo
in moto la ruota, di aver acceso la miccia.
Bumbum e Fritz si erano fusi in una cosa sola, un macrobot d’acciaio pronto a conquistare il
Mondo: BumBumFritz, canzoni non cantate ma recitate e musica elettronica suonata dal vivo.
Figata. Figata. Figata.
Ma le fatiche erano dietro l’angolo: le autocritiche, i dubbi, le perplessità. Che assomigliamo troppo
agli Offlaga Disco Pax? Che siamo davvero originali? Ma qual è il nostro linguaggio?
A distanza di 31 mesi da quella bussata di Bumbum alla porta di Fritz la sensazione è che la
mamma a volte stia ancora chiamando, che la ruota spesso si sgonfi e che l’accendino che
abbiamo trovato in realtà fosse scarico.
Ma allo stesso tempo la sensazione è che stiamo ancora cercando noi stessi, riuscendo a definire
sempre meglio il nostro linguaggio, quello che siamo, quello che vorremmo essere, quello che
potremmo diventare.
E quando, mentre suoniamo e raccontiamo, ci capitano davanti bambini che ballano in girotondo,
quarantenni che si lasciano andare, coppie che si divertono con noi e vecchi seduti che battono il
tempo col piede, abbiamo la sensazione che forse la miccia si sia accesa senza che ce ne
rendessimo conto. Che siamo partiti, il “cominciare” si è concluso e ora si balla, si vola, si va.
Ma le domande restano vive.
Che bomba ci aspetta in fondo al filo?
E qual è la prossima miccia che vorremo innescare?