I. contro il muro
Per due terzi degli italiani (il 66,2%) nel nostro Paese in passato si viveva meglio: [...] la redditività degli investimenti sociali, pubblici e privati, è entrata in un ciclo storico-sociale ineluttabilmente decrescente. L’esito è la nostalgia del passato e il disinvestimento emotivo rispetto al futuro.
[...] L’81,1% degli italiani ritiene, infatti, che oggi è molto difficile per un giovane vedersi riconosciuto nella vita l’investimento di tempo, di energie e di risorse profuso nello studio.*
«Però è bello oh…»
«Bah…è un muro, e quindi?»
«E quindi niente.» diceva M. e pensava “Chissà cosa c’è dell’altra parte,” e poi “chissà se ci andrò mai di là…”.
«Boh.» N. non aveva mai risposte.
M. e N. erano coetanei e da quando hanno memoria quel muro c’è sempre stato, lì, alla fine della strada. L’unica.
«Sai - diceva M. - mia mamma mi ha detto che si stava meglio una volta.»
«Ah si?! E quando?»
«Una volta…» e poi «Sai, mia mamma ha detto che una volta c’era fiducia e che ogni seme dava il giusto frutto.»
«Boh. Sarà…»
Il muro non era troppo alto, sarà stato poco più alto del papà di N., due metri e qualcosa. Fuori dal muro non c’era nulla, tutto era dentro C. e i nomi non servivano più.
Delle volte M. pensava di voler vedere un posto diverso da C. ma non sapeva come chiamarlo.
Nel frattempo I. andava e veniva da C. e si chiedeva come fosse possibile che così tante persone rimanessero lì, immobili, come statue. Invitava spesso il padre di N. ad andare con lui per dargli una mano, la risposta era sempre una:
«No.»
Gli abitanti di C. avevano costruito questo 'muro' - così lo chiamavano - e lo avevano imposto ai propri figli. La generazione di M. e N. era cresciuta nelle convinzioni dei padri.
«Vengo io!» diceva M. e subito si vergognava.
Dalla finestra D. lo intimava di tornare a casa: era pronto il pranzo, ogni giorno la mamma preparava ad M. la stessa minestra.
“Magari un giorno potrò seguire I.,” e poi pensava “vorrei tanto incontrare gente nuova, imparare cose nuove…magari…”
Seduto a tavola il muro sembrava ora più basso a Matteo, il giorno dopo avrebbe seguito Italo.