Mare nelle lacrime, lacrime nel mare
Ho avuto così tanto il mare negli occhi che non mi stupirei se quest’anno le mie palpebre venissero premiate come ‘migliori località balneari’. Le mie lacrime, d’acqua salata - non potabile - sono scese instancabili come le gocce di pioggia sul finestrino.
Piovevano i miei occhi e piovevano le nuvole, ma, a differenza di quanto pensassi, non ci sono state frane o alluvioni. L’acqua ha fatto crescere 3 piantine di basilico, tante risate e tanti fiori raccolti dai prati. Le lacrime - che spesso mi annebbiano la vista - hanno portato più vicino a me le persone importanti, affinché potessi vederle, affinché potessi annaffiare anche i fiori dei loro giardini.
E poi l’acqua, il mare e le lacrime hanno fatto crescere anche il mio giardino.
Allora - forse - l’acqua non è solo l’onda travolgente di un amore perduto, ma è anche il frutto di tutto l’amore che ho dato, ricevuto e vissuto.
E poi - ad un certo punto - qualcuno nei miei occhi ci vedrà il mare, la sabbia e i delfini, senza che piangano eccessivamente, ché l’acqua è un bene prezioso e non va sprecata.