Tears in heaven
o La ballata di una nave da crociera naufragata nell'oceano
Ecco, a volte mi chiedo, se tu mi incontrassi, mettiamo caso, se mi incontrassi domani, mi chiedo se tu almeno sapresti il mio nome, perché io non ne sono più sicuro, per niente, è dal primo giorno che ho iniziato a guardarti, casualmente, come si guarda l’acqua bollire, che più la guardi e meno bolle e se scopre che la guardi è un casino, ecco, è dal primo giorno che me lo domando perché io ti ho guardata tanto, io ladro, io assassino, da lontano, perché non te ne accorgessi, io apostata, io becchino, anche quando mi hai detto di lasciar perdere, ché volevi stare da sola e io non ho saputo farlo, anche allora mi sono chiesto se saresti stata, un giorno, capace di capirmi come ci ho provato io, più volte e in silenzio, a tentoni, come dopo il compleanno, quando hai perso la collana sul fondo della piscina e avrei dovuto trovarla io per te o dirti che mi dispiaceva di non poterlo fare, ho preferito stare zitto, che se avessi saputo mi sarei scusato per l’acqua secca e ispida, che mi dispiaceva fosse cloro e non sale, ma ero come stamattina aperto il giornale, vista una foto, scartato un presente già trascorso senza poter dir niente, mi ripeto a cosa serve riaverti che forse non ti ho mai avuta, non ti ho mai stupita, a cosa serve mettere per iscritto se mi si scioglie tra le dita, firmare un foglio e riconoscere il tuo corpo, formare un figlio e non essere io il morto, se è stato così con te e lo sarà in futuro grazie tante non lo rifarò, lo giuro, insomma dimmi, perché a volte me lo chiedo, se incontrandomi domani, mettiamo caso, sapresti il mio nome, perché ora non lo so e forse neanche tu, se salperesti ancora o rimarresti giù, se era una cosa divertente che non farai mai più, e insomma davvero fammi capire se te lo ricordi o no, questo mio nome, che vorrei saperlo, ora come prima, toccarlo da bordo piscina e poi tenere stretta la collana, tenere te non più bambina, e anche adesso, qui, quel che vorrei tenere te lo dico e te l’ho detto, oggi come allora, sono gli occhi aperti sotto.