Uccelli che nuotano
Se potessi vivere l’acqua, la vivrei come i pinguini. Animali strabilianti i pinguini. Non pesci che volano ma uccelli che nuotano, bipedi che traballano e ballano. Anche la società, se potessi socializzarla, la socializzerei come i pinguini. Società particolare quella dei pinguini. Le femmine a caccia e i maschi che covano. Che animali festanti i pinguini, si lanciano a pancia in giù nei mari, e stanno. Schegge omeoterme che l’acqua non fredda e in cerchio si scaldano. Addirittura, se potessi guardare, guarderei come i pinguini! Spalancherei gli occhi sotto acque dolci e salate. Certo, dovrei rinunciare ai colori, ma che m’importerebbe? A occhi chiusi li vedrei comunque benissimo.
Perfino l’amore, se potessi, lo amerei come i pinguini. Amerei proprio come amano i pinguini. L’amore, quelli là, se lo scambiano al contrario: si regalano sassi e non se li tirano. Forse cullarsi nell’acqua al settanta percento, come i pinguini, sarebbe gran cosa. Non avere una casa decisa, migrare, tornare, sempre in corsa sbilenca o a pancia sbucciata. Evolversi male, ma comunque evolversi. Se potessi, sì, rinascerei pinguino: senza precisi natali, ceppi decisi, origini chiare. Senza una forma, come l’acqua, e ci starei bene così.